HAARETZ: ISRAELE HA CHIAMATO INFLUENCER A GAZA PER DIMOSTRARE CHE LA FAME A GAZA È CAUSATA DA ONU E HAMAS
Il Ministero della Diaspora ha chiamato influencer americani e israeliani nei siti di distribuzione della GHF per contrastare la narrativa secondo cui Israele starebbe affamando la popolazione.
Fonte: Haaretz, 23 agosto 2025
Con l’obiettivo di contrastare la narrazione di Hamas, secondo cui la popolazione di Gaza starebbe affrontando una carestia a causa da Israele, il Ministero degli Affari della Diaspora israeliano ha deciso di coinvolgere influencer dei social media, portandoli a visitare i siti di distribuzione degli aiuti gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation (GHF) nella Striscia di Gaza. L’obiettivo era mostrare al mondo, attraverso i contenuti pubblicati da questi influencer, che Israele facilita l’ingresso di aiuti umanitari, smentendo le accuse di affamare deliberatamente i palestinesi.
Tra i partecipanti al tour c'erano Xaviaer DuRousseau, un influencer repubblicano conservatore della Gen Z con oltre un milione di follower su Instagram, Facebook e TikTok; il sedicenne druso israeliano Marwan Jaber, che ha quasi 250.000 follower su Instagram; l'ebreo americano Jeremy Abramson, che vive in Israele, con oltre 450.000 follower su Instagram; l'avvocato di destra di Miami Brooke Goldstein, che vanta 150.000 follower su Facebook, X e Instagram; e gli influencer israeliani Shiraz Shukrun e David Mayofis.
I funzionari israeliani sostengono che l'incapacità di rifornire Gaza in modo adeguato è dovuta alla negligenza o all'inefficienza delle Nazioni Unite e di altri gruppi di aiuto.
Gli influencer, tra cui figure note come Ofir Halali, hanno filmato e condiviso video e post su piattaforme come Instagram, evidenziando le operazioni di distribuzione di cibo e altri beni essenziali. L’iniziativa fa parte di una più ampia strategia per migliorare l’immagine di Israele a livello internazionale, in risposta alle critiche globali sulla gestione della crisi umanitaria a Gaza.
Tuttavia, l’iniziativa ha suscitato polemiche: alcuni critici, inclusi attivisti e analisti, sostengono che si tratti di un’operazione di propaganda per distogliere l’attenzione dalle responsabilità di Israele nella situazione umanitaria.
Haaretz cita dati preoccupanti sulla malnutrizione a Gaza, con il 96% della popolazione a rischio di insicurezza alimentare acuta, secondo le Nazioni Unite, e segnala casi di bambini gravemente malnutriti osservati durante le visite ai siti medici.
Nonostante gli sforzi di Israele per mostrare il proprio impegno umanitario, la situazione a Gaza rimane drammatica, con infrastrutture distrutte e accesso limitato agli aiuti. La GHF, sostenuta da Stati Uniti e Israele, è al centro di controversie per la gestione delle distribuzioni, con segnalazioni di violenze durante gli aiuti. Il tutto si inscrive nel piano di Netanyahu di occupare Gaza City, iniziativa che ha intensificato le tensioni e complicato gli sforzi per un cessate il fuoco.



